Il crollo che ha reso il Genoa una partita da vincere
Siamo onesti sulla situazione del Milan. Cinque sconfitte nelle ultime otto partite di Serie A prima di questo weekend (5). Le sconfitte consecutive contro Atalanta e Sassuolo hanno trasformato quello che doveva essere un finale tranquillo in una crisi autentica (9). Allegri ha fatto cinque cambi per la trasferta al Marassi, un chiaro segnale che qualcosa doveva cambiare, che l'undici che aveva perso contro l'Atalanta semplicemente non poteva essere ripetuto (9).
Il contesto conta. Questo è un club che è entrato nel tratto finale della stagione aspettandosi il quarto posto. Invece, sono arrivati a Genova sapendo che qualsiasi risultato inferiore a due vittorie nelle ultime due partite avrebbe potuto lasciarli fuori dalla zona Champions (10). Allegri lo ha ammesso prima del fischio d'inizio: "C'è ovviamente pressione" (10). Non è un uomo che crede che la sua squadra abbia già fatto abbastanza.
Come il Milan ha vinto davvero e cosa dice di loro
Il gol che ha deciso la partita è stato, a dirla tutta, un regalo. Il portiere del Genoa Justin Bijlow ha giocato un retropassaggio catastrofico, Nkunku lo ha letto prima di tutti, ha conquistato il rigore e lo ha trasformato (8) (12). Pulito, clinico, opportunistico. È finita Genoa 0–1 Milan (13).
È sia un sollievo che un avvertimento. Il Milan non si è imposto su un Genoa che non aveva più nulla di significativo per cui giocare. Hanno approfittato di un errore. Quando il margine d'errore è così sottile e la Champions League è in gioco, prendi i tre punti come arrivano. Ma una squadra che ha davvero il controllo del proprio destino non si affida a una papera del portiere per passare in vantaggio. La fragilità di fondo emersa in questa settimana è reale, e un singolo risultato non la cancella.
Modric: il sottotrama più avvincente della settimana
La storia più positiva della settimana non aveva nulla a che fare con tattica o posizione in classifica. Luka Modric, dato per finito per la stagione dopo la frattura dello zigomo contro la Juventus tre settimane fa, è tornato ad allenarsi con una maschera protettiva (11) (18) (19). Allegri lo ha confermato disponibile prima della partita col Genoa (21). È sceso in campo.
Questo conta al di là del sentimentalismo. Il centrocampo del Milan è apparso privo di idee e di freddezza durante questa fase di stallo di fine stagione. L'intelligenza calcistica di Modric, anche a questo punto della sua carriera, offre qualcosa che la squadra ha palesemente dimostrato di non avere. L'immagine di lui che si allena con quella maschera, determinato a non lasciare che una frattura dello zigomo ponga fine alla sua stagione, è il tipo di cosa che può cambiare l'umore di uno spogliatoio. Se le sue gambe possano reggere un contributo pieno nell'ultima partita è un'altra questione. Ma la sua presenza, fisica e psicologica, vale più di quanto sembri.
Il rumore Allegri-Ibrahimovic e perché conta meno della classifica
Ad Allegri è stato chiesto anche questa settimana di un presunto litigio con Zlatan Ibrahimovic. La sua risposta: "Ho avuto discussioni molto peggiori" (16) (21). È stata una liquidazione volutamente casuale, progettata per chiudere la conversazione. Ha funzionato, per ora. Ma la questione del futuro di Allegri e della direzione del club sotto l'influenza sportiva di Ibrahimovic non resterà in silenzio a lungo una volta finita la stagione. Quella è una storia estiva. In questo momento, l'unica cosa che conta è la 38esima giornata.
Cosa guardare la prossima settimana
Una partita rimasta. Il Milan ha bisogno di vincere e ha bisogno che i risultati altrove gli girino a favore. Osservate come Allegri schiera la squadra: si fida dello stesso undici che ha ottenuto il risultato a Genova o farà altri cambi? Il ruolo di Modric sarà indicativo. Se parte titolare, segnala che Allegri crede che questa squadra possa ancora giocare a calcio anziché solo sopravvivere. Tenete d'occhio anche le altre contendenti al quarto posto. La corsa è così serrata che il destino del Milan non è completamente nelle sue mani. Quest'ultima settimana è, senza esagerare, il singolo tempo più importante dell'intera stagione.